Appello al Governo: restituire dignità alle persone penalizzate dal Decreto Flussi
Il Decreto Flussi per l’ingresso di lavoratrici e lavoratori stranieri dopo 27 anni dall’approvazione del TU sull’Immigrazione oltre ad essere palesemente ine;icace continua a produrre irregolarità e ingiustizie.
Non è mai stato uno strumento per garantire ingressi legali e sicuri perché si basa sull’incrocio tra domanda e o;erta di lavoro a distanza. Un meccanismo lontano dalla realtà del mondo del lavoro e che rappresenta nel migliore dei casi una sanatoria mascherata.
Il Governo Meloni ha modificato le norme senza però cambiare la sostanza di questo provvedimento che continua ad essere impraticabile. Negli ultimi anni sono state introdotte alcune modifiche positive che però non sono su;icienti a superare i ritardi cronici, la mancanza di trasparenza e l’opacità dei meccanismi di intermediazione che continuano a lasciare migliaia di persone nelle mani
di sfruttatori e soggetti senza scrupoli.
I dati pubblicati dalla campagna Ero Straniero mostrano il fallimento dei recenti Decreti Flussi, che hanno consentito a decine di migliaia di persone di entrare in Italia con un visto di ingresso e un nulla osta all’assunzione, ma con notevoli ritardi delle procedure, ormai strutturali. Queste persone, una volta in Italia, in tantissimi casi non hanno trovato il datore o la datrice di lavoro che aveva fatto domanda di assunzione, o hanno scoperto che questi non rispettavano le condizioni previste, con la conseguenza di trovarsi in breve tempo in posizione di irregolarità. Una parte è stata vittima di tru;e o, nei casi peggiori, del meccanismo della tratta di esseri umani per lo sfruttamento lavorativo, ritrovandosi anche in questi casi in una condizione di soggiorno irregolare.
Queste persone sono oggi sul nostro territorio senza un permesso di soggiorno per cause indipendenti dalla loro volontà, avendo rispettato tutta la procedura prevista dalla Legge.
Sono quindi vittime dello stesso meccanismo che avrebbe dovuto portarle in Italia in modo sicuro e regolare e come tali hanno diritto a un titolo per soggiornare e lavorare regolarmente in Italia.
Ci sono inoltre decine di migliaia di cittadini lavoratori stranieri, vittime dei precedenti decreti flussi, che lavorano irregolarmente, spesso sfruttati e vittime di tratta e caporalato. Anche per loro sarebbe necessario trovare canali di emersione regolare.
Non si tratta solo di una questione amministrativa: il mancato ottenimento del permesso di soggiorno si ripercuote anche sull’accesso a servizi essenziali come l’assistenza sanitaria, rendendo più problematici sia l’iscrizione al SSN che la garanzia del diritto alla salute.
Il nostro Paese è peraltro oggi in grande difficoltà nel reperire lavoratrici e lavoratori in moltissimi ambiti, anche per la forte emigrazione di giovani e non giovani, sia italiani che di origine straniera.
L’interesse dell’Italia è attrarre persone che lavorino regolarmente e non spingerla nell’area del
lavoro nero.
In diverse occasioni in passato, il governo con un atto amministrativo, una semplice circolare, ha chiarito il diritto di lavoratori nelle stesse condizioni ad ottenere un permesso di soggiorno.
Per questo, raccogliendo l’appello che arriva proprio dai lavoratori stranieri che hanno partecipato al Decreto Flussi e che si sono mobilitati nelle scorse settimane, chiediamo al governo e a tutte le istituzioni di garantire il diritto di tutte le persone vittime delle tru;e o che al loro ingresso non hanno trovato il datore di lavoro che ne aveva fatto richiesta ad ottenere un permesso di soggiorno per lavoro o attesa occupazione, come già previsto dalla circolare n. 3836 del 20 agosto 2007 del Ministero dell’Interno.
Saremo a fianco di tutte le vittime di tru;e o raggiri per ottenere giustizia perché l’Italia ha bisogno di lavoratori e lavoratrici in regola e non di ulteriore forza lavoro ricattabile da sfruttare e oggetto anche della propaganda xenofoba e securitaria.
Il 18 dicembre del1972 un camion, che avrebbe dovuto trasportare macchine da cucire, ha un incidente sotto il tunnel del Monte Bianco nel quale 28 lavoratori africani originari del Mali perdono la vita. Nascosti nel camion da giorni, viaggiavano verso la Francia alla ricerca di un lavoro e di migliori condizioni di vita. Da allora poco o nulla è cambiato nonostante da quell’episodio sia nata
la giornata internazionale dei lavoratori migranti e delle loro famiglie.
Per questo il prossimo 18 dicembre in molte città promuoveremo assemblee, iniziative e mobilitazioni per sostenere un cambiamento radicale del Decreto Flussi e più in generale delle politiche migratorie.
Promosso da
A BUON DIRITTO, ACLI, ACTIONAID, ARCI, ASGI, CASA DEI DIRITTI SOCIALI, CGIL, CIES,
CNCA, COMMISSIONE MIGRANTES MISSIONARI COMBONIANI ITALIA, EMERGENCY, ERO
STRANIERO, FORUM PER CAMBIARE L’ORDINE DELLE COSE, ITALIANI SENZA
CITTADINANZA, MEDICI DEL MONDO, OXFAM, RECOSOL, SIMM, UIL, UNIRE
Per adesioni 18dicembre2025@gmail.com
Il 18 dicembre 2025,sempre in occasione della Giornata Internazionale dei Lavoratori Migranti e delle loro Famiglie, numerose organizzazioni sociali e sindacali scendono in piazza a Roma, in piazza Capranica dalle 16:30, insieme a lavoratori e lavoratrici vittime di un sistema ingiusto. Assemblee, iniziative e mobilitazioni si terranno anche in altre città italiane, per chiedere una riforma radicale del Decreto Flussi e politiche migratorie più giuste e trasparenti.
Leggi il comunicato stampa qui: COMUNICATO STAMPA_18dic25
