Un digiuno per la Pace

Una settimana di digiuno per chiedere il cessate il fuoco in Medioriente. L’iniziativa del sindaco di Santorso (Vi) Franco Balzi è appena terminata. Con lui altri 35 cittadini  hanno aderito al digiuno.

Qui cosa scrive sui social: 

Stasera concludo la mia settimana di digiuno per il Cessate il Fuoco a sostegno dell’iniziativa che Carlo, Bernardino e Giovanni portano avanti da due mesi abbondanti a Marghera.
Sono ormai quasi 150 le persone che idigiunano a staffetta, chi per un solo giorno e chi regolarmente per uno o più giorni alla settimana
Digiunare mi ha aiutato a contrastare il senso d’impotenza e la frustrazione per una spirale di violenza che si allarga pericolosamente ogni giorno di più. E’ stato un modo per essere, con la mente e con il corpo, vicino a chi soffre. E a non essere spettatore silenzioso: con il passare del tempo aumenta il rischio di assuefazione, e si finisce col fare l’abitudine alla guerra e a considerarla normale e inevitabile, una cosa con cui si deve convivere. Non posso accettarlo.
A Santorso lunedì abbiamo votato in Consiglio Comunale la mozione che sollecita il Governo ed il Parlamento ad adoperarsi per la Pace.
Da quel giorno 35 persone a Santorso si sono alternate nel digiuno a staffetta. Un gesto importante, che va ben oltre una semplice delibera approvata, e che mira a interrogare e coinvolgere le persone.
Voglio ringraziare Misterline, Mauro, Barbara, Maria Rosa, Anna, Carla, Francesca, Elena; Renzo, Claudia, Desi, Loretta, Gianpietro, Barbara, Costantino, Eleonora, Fabio, Lucia; Laura, Davide, Eleonora, Elena, Sonia, Bruno, Regina; Enrichetta; Valeria, Gianna, Barbara, Emanuela, Annika, Matteo, Tommaso, Clara (tra di loro 8 componenti del Consiglio comunale).
Il nostro gesto è come l’urlo di Munch: un assordante silenzio, proprio perché inascoltato.
Nonostante sia noto fin dall’antichità come pratica salutare di purificazione del corpo e rasserenamento della mente, oggi la società dei consumi lo giudica inutile, pericoloso e dannoso.
Il digiuno è una forma di protesta civile non violenta, ma è anche una pratica di preghiera e una forma di purificazione fisica e spirituale, che offre a chi lo pratica serenità di giudizio. Il digiuno proietta al di là di tempo e spazio, avvicina, a se stessi e alle altre persone. Le interroga. le provoca, le costringe a pensare alle ragioni che sottendono questo comportamento.
Introduce instabilità e anormalità nella normale quotidianità di privilegiati perché distanti dal teatro di guerra. La privazione di un bisogno fisico primario ci ha aiutato a sentire su noi stessi un briciolo di quel che subiscono quanti in Medioriente soffrono di privazione (della casa, dei propri cari, dei beni di prima necessità, della sicurezza, del rispetto…).
Il digiuno ‘non conclude’ niente, ne siamo consapevoli: però aiuta ad aprire, sollevare interrogativi, coltivare dubbi, e soprattutto a capire come fare la pace, e a come dare un minuscolo contributo al dialogo, sapendo bene che è una goccia nel mare in tempesta.
“Sii il cambiamento che vuoi nel mondo” diceva Gandhi, e da lì siamo partiti, da noi stessi.
L’invito rivolto a tutti è di impegnarsi per costruire la PACE, che non si raggiunge una volta per tutte, ma è un processo lento e lungo, che va man-tenuto, preso per mano e accompagnato con tenacia

L’iniziativa è stata promossa da:

https://digiunoperlapace.blogspot.com/2024/03/digiunare-per-la-pace-alcuni.html?m=1